Spia del Giappone feudale
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Spia del Giappone feudale
I ninja (忍者?) erano spie o mercenari del Giappone feudale. Propriamente il nome esatto era shinobi e indicava colui che faceva parte di un gruppo specializzato di spie e mercenari. Le funzioni del ninja includevano lo spionaggio, il sabotaggio, l'infiltrazione, l'assassinio e la guerriglia. I metodi non regolari di combattimento erano ritenuti "disonorevoli" e "inferiori" dalla casta dei samurai, che osservava regole severe circa l'onore e il combattimento. Questa figura apparve nel periodo Sengoku o "degli Stati combattenti" ossia nel XV secolo. È probabile però che essi fossero presenti sia nel XIV secolo che nel XII secolo (periodo Heian o inizio del periodo Kamakura). Nei disordini del periodo Sengoku (XV e XVII secolo), mercenari e spie prezzolate divennero attivi nella provincia di Iga e nell'area adiacente al villaggio di Kōka. I clan della zona conoscevano, probabilmente, queste attività. Dopo l'unificazione del Giappone sotto lo shogunato Tokugawa (XVII secolo), i ninja caddero nell'oscurità. Tra il XVII e il XVIII secolo fu redatto un certo numero di manuali "shinobi", come il Bansenshukai (nel 1676), spesso sulla base della filosofia militare cinese. Durante il rinnovamento Meiji (1868), la tradizione degli shinobi divenne un tema della fantasia popolare e di mistero in Giappone. I ninja assunsero un considerevole ruolo di rilievo nel folklore e nella leggenda ed è spesso difficile separare i fatti dal mito. Alcune abilità leggendarie vennero ritenute essere dei ninja, fra cui l'invisibilità, camminare sull'acqua e il controllo degli elementi naturali. Di conseguenza, la loro percezione nella cultura occidentale nel XXI secolo è spesso basata più sulla leggenda e il folklore che sulle spie del periodo.
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