Ptolemee
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Vetrina
Roberto Benigni
Attore, comico, regista e sceneggiatore italiano (1952-)
Essere
Roberto Remigio Benigni (Castiglion Fiorentino, 27 ottobre 1952) è un attore, comico, cabarettista, regista, sceneggiatore e cantautore italiano. Esordendo come popolare monologhista teatrale, dalla comicità ironica e dissacrante, nel tempo è diventato personaggio pubblico tra i più conosciuti e apprezzati in Italia e nel mondo. Le sue interpretazioni cinematografiche e le sue apparizioni televisive mettono in scena un carattere gioioso e irruente, facendo leva, in queste ultime, sulla sovversione del clima dei programmi di cui è ospite. Fra i numerosi riconoscimenti vale ricordare l'Oscar al miglior attore, conseguito nel 1999 per l'interpretazione nel film (da lui stesso diretto) La vita è bella, pellicola che ha ricevuto anche l'Oscar al miglior film straniero. È stato l'unico interprete maschile italiano a ricevere il Premio Oscar al miglior attore recitando nel ruolo principale in un film in lingua straniera (preceduto da Anna Magnani nel 1956 e da Sophia Loren nel 1962). Nel 2021 ha ricevuto alla Mostra del cinema di Venezia Il Leone d'oro alla carriera. Benigni si è impegnato come lettore, interprete a memoria e commentatore della Divina Commedia di Dante Alighieri. Nelle vesti di divulgatore ha, inoltre, recitato il Canto degli Italiani, i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana e i dieci comandamenti biblici ricevendo consensi di pubblico e critica.
Podosfairiki Anonymi Etaireia Panathinaikos Athlitikos Omilos
Società polisportiva greca
Concetto
Il Panathīnaïkos Athlītikos Omilos (in greco Παναθηναϊκός Αθλητικός Όμιλος?, Club Atletico di Tutti gli Ateniesi; IPA: [panaθinaiˈkos]), noto più semplicemente come Panathinaikos Atene, o semplicemente Panathinaikos e colloquialmente come Pao o Pana, è una società polisportiva greca di Atene. La squadra di calcio del Panathinaikos, la cui attività iniziò il 3 febbraio 1908, data di fondazione della polisportiva, gioca le partite interne allo stadio Apostolos Nikolaidis e milita nella Souper Ligka Ellada, la massima serie del campionato greco di calcio fin dalla sua istituzione, avvenuta nel 1959. Insieme a Olympiakos e AEK Atene è una delle grandi squadre di Grecia; nella sua storia ha vinto 20 campionati nazionali e 20 Coppe di Grecia, mentre a livello internazionale il risultato più prestigioso raggiunto dal club è la finale della Coppa dei Campioni 1970-1971 persa con l'Ajax, risultato che comunque consentì ai greci di partecipare alla Coppa Intercontinentale 1971 stante la rinuncia degli olandesi. Prima della vittoria dell'Olympiacos nella UEFA Europa Conference League 2023-2024 era l'unica squadra greca ad aver raggiunto la finale di una competizione confederale UEFA. Per distinguersi dalle altre sezioni sportive il settore calcistico usa spesso presentarsi su testi anglofoni come Panathinaikos FC, sebbene l'originale ed ufficiale denominazione greca coincida con quella della polisportiva generale. Nomi particolari attengono invece agli altri sport, tra i quali quello della sezione cestistica, che è tra le principali realtà europee nella sua specialità.
Battaglia di Vienna
Azione bellica del 1683
Evento
La battaglia di Vienna (in tedesco Schlacht am Kahlenberg, "Battaglia di Kahlenberg"; in polacco Bitwa pod Wiedniem; in turco İkinci Viyana Kuşatması, "Secondo assedio di Vienna") ebbe luogo tra l'11 e il 12 settembre 1683 e fu l'atto finale del secondo assedio ottomano di Vienna; fu combattuta dalle truppe alleate polacche, austriache e tedesche comandate da Giovanni III Sobieski contro l'esercito ottomano comandato da Kara Mustafa Pascià. L'assedio durava dal 14 luglio precedente, quando un numero variabile tra 150000 e 300000 militari ottomani avevano circondato la capitale austriaca. L'imperatore Leopoldo I si era rifugiato a Passavia, da cui dirigeva l'attività diplomatica (sostenuto dalla diplomazia di papa Innocenzo XI) indispensabile per tenere unito un esercito variegato in un momento tanto drammatico; di conseguenza i capi militari della città non esitarono a conferire a Sobieski il comando dell'esercito così composto: 30 000 polacchi al comando di Giovanni III Sobieski con circa 5 000 ussari alati, l'élite dell'esercito polacco; 18 500 austriaci, toscani, veneziani e mantovani, al comando di Carlo V duca di Lorena e di Eugenio di Savoia; 19 000 franconi, svevi e bavaresi, al comando di Giorgio Federico di Waldeck; 9 000 sassoni, al comando di Giovanni Giorgio III di Sassonia. In tutto quindi le forze europee contavano su circa 75 000 uomini, contro 150 000/200 000 ottomani che avevano invaso l'Austria. La maggior parte di essi, tuttavia, non si trovava a Vienna il giorno della battaglia. Le forze cristiane, appena arrivate, conoscevano malissimo il territorio, mentre i soldati all'interno della città erano mal ridotti a causa dei due mesi d'assedio. Buona parte dell'esercito ottomano aveva comunque una scarsissima preparazione militare, e alcuni loro contingenti (come i tatari e i magiari) parteciparono solo in maniera indiretta alla battaglia e all'assedio, limitandosi a saccheggiare i territori circostanti e a compiere incursioni. Durante la battaglia l'esercito ottomano non si riunì, ma inviò un corpo ad affrontare i polacco-imperiali, mentre altre truppe continuavano ad assediare la città. In pratica la battaglia fu uno scontro fra i polacchi e la parte militarmente più addestrata dell'esercito del Gran Visir, che si trovò a combattere in condizioni di rilevante inferiorità e di stanchezza, dato che combatteva da giugno contro la guarnigione di Vienna ed era stato indebolito da diverse epidemie, soprattutto di dissenteria. La maggior parte dell'esercito ottomano era partita per la guerra nell'autunno dell'anno precedente, con marce che avevano avuto inizio in Crimea, Valacchia, Mesopotamia, Armenia, o dalla stessa Costantinopoli. La sconfitta ottomana fu l'evento scatenante della guerra austro-turca, conclusasi formalmente con la successiva firma del trattato di Carlowitz (1699). A seguito di tale vittoria, gli Stati europei ripristinarono la loro sovranità su gran parte dei territori dell'Europa orientale conquistati nei due secoli precedenti dagli Ottomani, per i quali l'evento segnò invece la fine della stagione dell'espansionismo.
Nazionale di calcio del Brasile
Rappresentativa nazionale maschile di calcio del Brasile
Concetto
La nazionale di calcio del Brasile (port. Seleção Brasileira de Futebol, per questo nota informalmente come Seleção) è la rappresentativa calcistica del Brasile ed è posta sotto l'egida della Confederação Brasileira de Futebol. La nazionale Verdeoro, come si usa chiamarla in Italia in riferimento ai colori della casacca, è una delle nazionali di calcio più titolate del mondo nonché quella più vincente nel campionato mondiale, conquistato per 5 volte (1958, 1962, 1970, 1994 e 2002). Per questa ragione i giocatori del Brasile sono soprannominati Pentacampeões ("Pentacampioni"). Il Brasile è, insieme all'Italia, una delle due nazionali che si sono aggiudicate il titolo mondiale per due volte consecutive, nel 1958 e nel 1962. Unica nazionale ad aver partecipato a tutte le edizioni del mondiale, in bacheca annovera anche 9 Coppe America e 4 Confederations Cup (quest'ultimo un record assoluto). Vanta la disputa di sette finali del campionato del mondo e undici piazzamenti complessivi nei primi quattro posti della competizione in ventitré partecipazioni (solo la nazionale tedesca ha fatto meglio, con tredici piazzamenti complessivi in ventuno partecipazioni). Nel ranking mondiale della FIFA, istituito nell'agosto 1993, ha più volte occupato la prima posizione: dal settembre al novembre 1993, dall'aprile al giugno 1994, dal luglio 1994 al maggio 2001, dal luglio 2002 al febbraio 2007, dal luglio al settembre 2007, dal luglio al novembre 2009, dall'aprile al luglio 2010, dall'aprile al luglio 2017, dall'agosto al settembre 2017 e dal marzo 2022 all'aprile 2023. Ha inoltre chiuso dodici volte l'anno solare in testa alla classifica, il che costituisce un primato. Il peggiore piazzamento nella classifica mondiale della FIFA è il 22º posto, occupato nel giugno 2013. Occupa attualmente la 5ª posizione della graduatoria.
Steve Harvey
Conduttore televisivo statunitense
Essere
Steve Harvey, all’anagrafe Broderick Stephen Harvey (Welch, 17 gennaio 1957), è un conduttore televisivo, produttore televisivo, conduttore radiofonico e attore statunitense. È noto soprattutto come conduttore del programma radiofonico The Steve Harvey Morning Show e delle trasmissioni televisive Steve Harvey, Family Feud e Little Big Shots. In precedenza ha fatto parte dell'omonimo show e del reality Showtime at the Apollo, nonché del film The Original Kings of Comedy. Nel corso della sua carriera è stato tre volte vincitore del Daytime Emmy Award ed ha ricevuto il premio NAACP Image Award in quattordici occasioni.
Statistiche
- 145Comune
- 67Non comune
- 140Rara
- 36Epica
- 25Leggendaria
- 8Mitica
- 2Prisma